Ho scambiato qualche battuta con la collega E.Boilini di Bologna a proposito della specializzazione in sociologia sanitaria, sembra che da quest'anno il corso verrà trasformato in Master e questo è assolutamente positivo . Quello che,ovviamente, non è afatto positivo è la dificoltà di non riuscire a costituire una associazione a livello nazionale che sia unitaria e che abbia un peso sia a livello professionale che olitico.
Siccome,(come affermava Meinardi) nessuno ci darà nulla. Sarebbe quindi il caso che di prendercelo da soli!!
Rafforzando al massimo la valenza della sociologia in ambito nazionale e internazionale appoggiando (chi è d'accordo a farlo ovviamente) quello che stanno facendo i colleghi dell'Emilia e Romagna e in un certo senso anche la Sois di Puglia, trovando un terreno come di accordo sui connotati della professione che ha confini immensi e immense possibilità applicative.
Che la sociologia spazzi in campi propri senza limiti alcuni occorre che sia ben chiaro a TUTTI : da quelli che accettano di fare gli statistici agli amministrativi, o altro, a quelli che sono specializzati in altre branche o che esercitano la Socioterapia o, ancora che si occupano di tecniche di comunicazione.
Questi ultimi campi, tengo a precisare, sono NOSTRI! E nessuno (leggasi NESSUNO può sindacare su quelle che sono le aree di competenza della nostra professione .
Gradirei che i colleghi che si occupano di altri settori, o per libera scelta o perchè marginalizzati all'interno delle strutture pubbliche diano un cenno di assenzo su questo.
Ripeto la sociologia è scienza cardine negli scibili che riguardano il soggeto e la società ( compresa la Psicologia sociale ), tecniche e metodi applicati al soggetto come la socioterapia sono, sotto qualsiasi punto di vista parte integrante di questa materia.
Si può dissertare a volontà sulle libere scelte che ognuno in campo professionale può decidere di fare, ma non può, e non deve rinnegare gli altri campi che ne fanno parte, ne i professionisti che li esercitano .
Ho sentito dire che campi come la psicologia sociale, la ricerca sociale, sono o possono essere svolte da altri soggetti così come il rapporto terapeutico, non potrebbe...secondo alcuni, e anche secondo alcuni colleghi essere di specifica e peculiare competenza del sociologo.
Questa è una emerita, fantasmagorica, tridimensionale, gigantesca CAZZATA : mi limito semplicamente a precisare che tutti (dico tutti) i test. psicologici esistenti da quello misurante il Q.I. ( Simon e Binet 1911) a quelli per così dire proiettivi sono ovviamente costruiti su base sociologica e non potrebbe essere diversamente.
Entrando un pò all'interno delle pseudo modalità di intervento psico-terapeutico esse sono spessissimo svolte da educatori della più varia natura o da altri personaggi all'interno (ad es. delle Comunita terapeutiche)e, la dove le pone in essere uno psicologo "vero" sono fondate su "..una tecnica indefinita applicata a problemi non specificati con risultati imprevedibili. per questa è (o sarebbe) richiesta una formazione rigorosa..."(Raimy 1950 da "Introduzione alla sociologia clinica" L. Luison)
Questo tanto per sgombrare un pò la nebbia che sembrerebbe attanagliare il pensiero a qualcuno sui limiti della sociologia.
Ho deto altre volte che occorre farsi sentire, ripeto che su questo "forum" l'occasione è quella di contarsi per procedere poi uniti.
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